BEPPE GARESIO
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Le radici del socialismo

L'espressione "socialismo" comprende oggi teorie politiche o economiche che promuovono un rinnovamento dell'organizzazione sociale in una prospettiva di giustizia sociale.
Dal punto di vista storico il socialismo è una corrente di pensiero legata ai movimenti politici che a partire dal XIX secolo lottarono per modificare la vita sociale ed economica delle classi meno abbienti ed in particolare del proletariato.
Il movimento operaio da cui scaturì il socialismo pose per la prima volta il problema della giustizia sociale e dell'uguaglianza economica al centro dell'agenda politica. Mutò radicalmente le forme della politica organizzandosi in partiti di massa e cercando di coordinare la propria attività politica a livello internazionale.
Inizialmente il socialismo si oppone al liberalismo classico, chiedendo la nazionalizzazione o la socializzazione di tutte o parte delle attività economiche. È contro l'idea delle neutralità delle istituzioni statali rispetto alla lotta di classe e si batte per un mutamento del ruolo dello Stato.
Sul piano internazionale il movimento socialista nasce come un movimento pacifista e favorevole all'autodeterminazione dei popoli.
Sono molti i partiti e i movimenti, anche notevolmente diversi fra loro, che si sono definiti socialisti: molti di essi sopravvivono ancora oggi e formano una delle più importanti correnti politiche in Europa, nonché la principale componente della sinistra europea.


SOCIALISMO FABIANO


Quali sono i valori che ispirano la nostra azione politica. G.D.H. Cole ha sintetizzato molto bene in pochissimi punti i fondamenti del SOCIALISMO FABIANO (Fabian Socialism) al quale mi ispiro
Il socialismo e' strettamente connesso alla democrazia ed alla liberta': la vita pubblica dovrebbe essere organizzata in modo tale da facilitare la partecipazione attiva al maggior numero di persone, la societa' non deve limitarsi a tollerare la varieta' ma anzi incoraggiarla; lo Stato e' un mezzo per promuovere una vita buona.
Professare per convinzione il socialismo vuol dire avere una sensibilita' piu' sottile dell'ordinario.
Di qualsiasi paese ci si sente cittadini, la sorte di esso e' legata al destino di tutto il mondo. E tuttavia e' soprattutto attraverso quello che facciamo nel nostro paese che possiamo sperare di influire sul mondo.
La societa' dovrebbe offrire a tutti i suoi membri una decente base comune di vita, i figli non devono pagare gli errori dei genitori, tutti gli uomini e tutte le donne dovrebbero avere uguali possibilita' di sviluppare cio' che di buono vi e' in loro, di essere ragionevolmente felici e di rendere piacevole la vita in comune.
Nel regime capitalistico, gli individui restano disoccupati anche quando meriterebbero di essere impiegati da un punto di vista sociale.
Nella scuola, l'educazione andrebbe estesa anche oltre l'adolescenza e connessa alla vita generale della comunita'.
I piccoli e grandi Stati non possono vivere uno accanto all'altro in rapporto di vera uguaglianza sia politica che economica, ed e' impossibile restare disarmati per lungo tempo. L'unico modo per attuare un vero internazionalismo e garantirsi contro le guerre e' la creazione di uno Stato internazionale cui vanno affidati gli strumenti essenziali del controllo economico.
Il "popolo" in una societa' differenziata non ha un unico indirizzo di pensiero ma molti modi di pensare contrastanti; gli atti di governo non possono soddisfare chiunque, non vi puo' essere una maggioranza coerente che sia soddisfatta di tutti gli atti del governo. La "voce del popolo" non e' necessariamente la voce della democrazia, anche la voce della maggioranza non e' necessariamente la voce democratica.
La democrazia non e' un modo formale di votare ma lo spirito che pervade una societa': nessuna comunita' puo' essere assolutamente democratica, nessuna puo' essere totalmente priva di elementi democratici. La concessione di privilegi e' uno dei mezzi per combattere lo spirito democratico, la societa' con maggiori differenze sociali e' anche quella che offre un maggior numero di privilegi. E' inoltre impossibile che possano convivere un sistema politico libero ed un sistema economico servile.
La nuova societa' deve essere fondata su piccole democrazie di vicini e su piccole democrazie di lavoratori. Bisogna essere democratici nelle piccole cose, altrimenti nelle grandi cose la democrazia rischia di essere una parola vuota. I compromessi sono giustificabili solo su questioni di secondo piano.



 
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